AFTERHOURS – Recensione del concerto del 6 luglio 2025 a Roma
Scritto da Redazione il 8 Luglio 2025
AFTERHOURS – BALLATE PER PICCOLE IENE TOUR 2025
6 LUGLIO 2025 ROMA, AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA
Il concerto di ieri è stato uno dei più belli che io ricordi da sempre. La potenza e l’energia che ci restituite sta creando qualcosa di speciale. Qualcosa che va al di là delle parole.
Così Manuel Agnelli, su Instagram, ha descritto il giorno dopo questo concerto magico: con le stesse parole che mi danzavano nella testa mentre guadagnavo l’uscita dall’Auditorium Parco della Musica domenica sera, senza sentire le gambe, con il sorriso stampato in faccia e gli occhi lucidi.
Questa perfetta corrispondenza spiega bene, anche se non del tutto, questo concerto. Un unico fluire di energia, emozione, commozione, vita, sopra e sotto il palco.
Venti anni dopo Ballate per piccole iene siamo ancora qui, non a ricordare, ma a rivivere.
E sembra di essere tornati davvero indietro nel tempo anche nella formazione sul palco, con Giorgio Prette alla batteria, Andrea Viti al basso e Dario Ciffo al violino e, in più, Giacomo Rossetti alla chitarra, alle tastiere e alle percussioni.
La sottile linea bianca apre la celebrazione dell’album, suonato per intero, un brano dietro l’altro, ogni intro una piccola scossa al cuore. Il suono è perfetto, la voce di Manuel Agnelli più potente e calda di quanto immaginassi, a dispetto del tempo. È una prima fase più intima di quella che verrà, si canta tutti insieme, ci si guarda negli occhi, si assaporano parole che acquistano altri sensi. Perché l’inquietudine, la rabbia, il dolore, l’amore, cantati in quel disco, vent’anni fa arrivavano armati, a sorprenderti e a devastarti. Ora sono presenze che conosci bene.
E, poi, perché i tempi sono quelli che sono.
Terrificanti.
Così li descrive Manuel Agnelli, in un discorso breve, ma necessario e potente:
ciò che li rende tali è anche il fatto che “ci hanno disinnescati”. Siamo chiusi nelle nostre case, pensando di cambiare le cose con un click. E invece no. Le cose si cambiano uscendo di casa. È importante scendere nelle piazze, in tutte le prossime manifestazioni. Protestare, anche contro il genocidio palestinese: “Perché non siamo antisemiti, ci importa della vita delle persone”.

AFTERHOURS – Foto di Raffaella Ria
La seconda parte del concerto ci fa dimenticare che siamo una pletora di vecchi adolescenti cresciuti e parte il pogo selvaggio.
Strategie, Germi, Lasciami leccare l’adrenalina… Prima di suonare Dea, Manuel Agnelli crea un vuoto al centro della platea, fa abbassare tutti (non senza incertezze… qui se ci abbassiamo poi chi ci rialza più?) e da lì in poi sarà ancora un crescendo di energia, di corpi uno contro l’altro, di mani alzate, di voci all’unisono.
Manuel dal palco ricorda anche i ragazzi che hanno aperto il concerto, che, dice, sono il nostro futuro. Esorta a sostenerli, come abbiamo a suo tempo aiutato loro a uscire dagli anni 80 (anche se Non si esce vivi dagli anni 80 … ).
C’è da dire che questi ragazzi – usciti da Carne fresca, l’iniziativa promossa dal locale che Manuel ha fondato a Milano proprio allo scopo di dare linfa vitale a nuove scene musicali di qualità – il sostegno lo meritano davvero. Si tratta di Fitza, giovane talento che Agnelli ha conosciuto nell’ultima edizione di X Factor, e dei Dirty Noise, gruppo in cui canta Emma Agnelli, che ha ereditato dal padre talento, presenza scenica e una voce meravigliosa. Ne sentiremo parlare.
Il pubblico torna a esplodere su Bye Bye Bombay e poi, ancora, a piangere, con Non è per sempre e Voglio una pelle splendida, che mettono la parola fine a questo concerto che ci ha fatto masticare dolori vecchi e nuovi e li ha resi sudore, pianto, note e mani alzate.

AFTERHOURS – Foto di Milù
Ce ne andiamo con il cuore colmo di gratitudine per tutta questa bellezza che, a dispetto degli anni passati e del tempo presente, ci ha fatto tornare a scorrere.
SCALETTA
La sottile linea bianca
Ballata per la mia piccola iena
È la fine la più importante
Ci sono molti modi
La vedova bianca
Carne fresca
Male in polvere
Chissà com’è
Il sangue di giuda
Il compleanno di Andrea
La canzone di Marinella (cover di Fabrizio De André)
Strategie
Germi
Lasciami leccare l’adrenalina
Dea
La verità che ricordavo
Male di miele
Quello che non c’è
Non si esce vivi dagli anni ’80
Padania
Bye Bye Bombay
Non è per sempre
Voglio una pelle splendida
By Raffaella Ria
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