Recensione: Blondshell – If You Asked For A Picture
Scritto da Manuel Nash il 4 Luglio 2025
Il secondo album di Blondshell, al secolo Sabrina Teitelbaum, riannoda il discorso dal punto esatto in cui il promettente esordio del 2023 lo aveva interrotto. Dopo un cliffhanger lungo appena due anni, la sceneggiatura, prima solo intuibile, inizia ora a mostrare tutto il suo interessante potenziale. L’orizzonte espressivo della giovane cantautrice newyorkese resta convintamente fedele ai colori di un rock alternativo, declinato secondo un taglio riconoscibilmente anni ’90.
Il suono, ora ancora più raffinato, si affida anche questa volta all’eccellente produzione di Yves Rothman (già al servizio, tra gli altri, di Hana Vu, Yves Tumor, Kali Uchis e Kim Gordon), che riesce a far brillare la scrittura, indovinando le tonalità di luce più funzionali al progetto. Ad elevare ulteriormente il risultato finale contribuisce poi la cura evidente dedicata alla stratificazione delle tracce vocali.

Blondshell – If You Asked For A Picture
If You Asked For a Picture celebra l’eredità artistica di Throwing Muses, Belly, Hole e Liz Phair (ma anche quella dei Soul Asylum in heavy rotation su MTV e dei dimenticati Letters to Cleo), elaborandola con la complicità di uno sguardo vagamente mainstream, che strizza chiaramente l’occhio alla Morissette di Jagged Little Pill. Schivando con disinvoltura tutte le insidie della nostalgia, Blondshell firma un album lucido e diretto, che guarda avanti con la consapevolezza tipica di chi sa di poter contare su radici solide. 7.8/10
By Manuel Nash
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