Indonesia: Medici Senza Frontiere porta a termine l’intervento di emergenza post terremoto e tsunami

Written by on 30 Nov 2018

Medici Senza Frontiere Indonesia

Indonesia: Medici Senza Frontiere (MSF) porta a termine l’intervento di emergenza post terremoto e tsunami.

27 novembre 2018 – MSF sta per concludere il proprio intervento di emergenza nella provincia di Sulawesi Centrale, in Indonesia, a seguito della serie di terremoti che lo scorso 28 settembre hanno causato morte e distruzione ingenti danni. Al 30 ottobre, sono 2.101 i morti accertati, le persone gravemente ferite 4.438, 1.373 i dispersi, secondo i dati dell’Agenzia Nazionale di Gestione dei Disastri indonesiana (BNPB). Le operazioni di ricerca e salvataggio sono state interrotte il 12 ottobre.

Il governo, le autorità locali e le organizzazioni non governative indonesiane sono stati tempestivi nella risposta al disastro. Come organizzazione medico-umanitaria internazionale, MSF ha integrato questi sforzi e fornito aiuto nel momento di specifiche necessità o lacune dichiara Daniel von Rège, direttore MSF in Indonesia.

Fino a metà dicembre MSF continuerà le attività di supporto psicologico, dando la priorità alle persone che vivono nelle comunità e alla formazione dello staff sanitario locale perché porti avanti i servizi di salute mentale a beneficio delle popolazioni colpite.

Ci vorrà ancora del tempo prima che i cittadini di Palu, Donggala e Sigi possano tornare alla vita che conducevano prima del terremoto. Tuttavia, la cosa più importante che ho imparato in Indonesia è la forza interiore e la capacità di recupero di queste comunità. Mi hanno insegnato a vivere la vita al massimo. Si può piangere ogni tanto, ma è più importante sorridere ed essere felici. Qui è quasi un obbligo, fosse solo per ricambiare l’amore ricevuto da chi è stato colpito da questo disastro dichiara Rangi W. Sudrajat, medico di MSF che ha partecipato all’intervento in Indonesia.

Le équipe di MSF hanno anche costruito un centro sanitario temporaneo a Baluase, a sud di Palu, e installato latrine e serbatoi d’acqua in alcuni campi per sfollati interni, attività di supporto logistico portate a termine il 18 novembre.

Il 14 novembre si sono concluse anche le attività mediche fornite da MSF. Questa decisione è stata presa dopo aver valutato positivamente la capacità dei centri sanitari comunitari (Puskesmas) di gestire i bisogni sanitari della popolazione. Nel momento in cui MSF stava concludendo le attività, queste strutture stavano lavorando all’80-90% delle loro capacità e avevano già ripristinato i servizi sanitari in funzione prima del terremoto, dello tsunami e della cosiddetta liquefazione, il fenomeno che fa perdere al terreno consistenza e densità trasformandolo in fango.

Ecco in sintesi le principali attività svolte da MSF in Indonesia come risposta d’emergenza:

  •  Il 2 ottobre, a quattro giorni dal terremoto e dal successivo tsunami, MSF ha inviato una prima équipe di medici, logisti ed esperti di igiene e potabilizzazione dell’acqua nella provincia di Sulawesi Centrale per valutare i bisogni medici e umanitari. Il team ha lavorato a stretto contatto con il Ministero della Sanità indonesiano per identificare le aree che necessitavano di maggiori aiuti.
  •  Le attività mediche di MSF si sono quindi concentrate in quattro aree: Baluase, a sud di Palu; Batusuya, Labuan e Malei, nel distretto di Donggala, lungo la costa settentrionale di Palu. Donggala è stata la zona più colpita dallo tsunami e dal terremoto, mentre Sigi è stata colpita dal fenomeno della liquefazione.
  • L’8 ottobre una seconda équipe di MSF è arrivata sul posto per continuare le attività mediche, in particolare nella comunità di Baluase, a South Dolo, nel distretto di Sigi dove è stata allestita nelle prime tre settimane una clinica mobile ed è stata costruita una struttura sanitaria temporanea. Questa struttura, che sarà in grado di operare per i prossimi 5 anni, è stata consegnata alle autorità locali.
  • A Labuan e Batusuya, MSF ha supportato i centri sanitari locali nel far ripartire i servizi sanitari fornendo supporto medico, assistendo i pazienti, donando materiali e forniture necessari e occupandosi del trasferimento in altre strutture dei casi più gravi. Durante la seconda settimana di intervento, MSF ha anche aiutato a riabilitare la struttura sanitaria di Batusaya, riparando il tetto, i muri e le finestre.
  • A Malei, a 4 ore di distanza da Palu City, l’area più lontana supportata da MSF, i servizi sanitari sono stati forniti sia nel centro di salute che attraverso le cliniche mobili nelle comunità.
  • In totale, MSF ha effettuato in 28 giorni di attività circa 1.000 visite mediche con una media di 16 pazienti al giorno.
  • MSF lascia sull’isola i punti per l’acqua pulita e le strutture igienico-sanitarie costruiti durante la risposta: 17 serbatoi d’acqua in 7 campi e villaggi e 13 latrine in due campi, un villaggio e nei centri sanitari comunitari a Baluase.
  • Il team di supporto psicologico continuerà la sua attività di supporto delle comunità colpite fino a metà dicembre.

 

L’Ufficio stampa di Medici Senza Frontiere

Francesca Mapelli, 349 8132110, francesca.mapelli@rome.msf.org
Sara Maresca, 346 6196480, sara.maresca@rome.msf.org
Maurizio Debanne, 348 8547115, maurizio.debanne@rome.msf.org

 

 


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