Pinhdar: trip-hop made in Italy. 5 domande a Cecilia Miradoli e Max Tarenzi sul loro imminente nuovo disco

Scritto da il 25 Febbraio 2024

Pindaro, poeta greco simbolo di immaginazione e voli creativi in universi paralleli, è la figura che ha ispirato il nome della band – Pinhdar – composta dalla cantante e autrice Cecilia Miradoli e il musicista e produttore Max Tarenzi. Dopo le esperienze musicali con la rock band Nomoredolls, con cui hanno realizzato tre album e partecipato a vari tour in Usa e Uk, si sono concentrati su nuove sonorità accrescendo così la loro maturità artistica. Le loro influenze musicali derivano prevalentemente dalla darkwave e da band come The Cure o artisti più attuali come Chelsea Wolfe.

La band, dopo l’esperienza della produzione con Howie B nel 2021, si appresta a presentare il secondo album anticipato dai singoli Humans e Little Light. Caratterizzati dallo stile trip hop che contraddistingue il genere della band il brano è arricchito dalla voce evocativa di Cecilia e dalle trame elettroniche e chitarristiche di Max.

L’occasione per porre alcune domande sul loro nuovo disco di imminente uscita ci fa conoscere una band capace di amalgamare elementi di trip hop, dream pop e darktronica rendendo la loro produzione perfetta per il mercato italiano ed estero.

L’intervista

D: Il 2024 ci consegnerà  il vostro ultimo lavoro. Rispetto alle precedenti produzioni quanto avete modificato il vostro metodo di composizione e scrittura dei testi?
R: L’album precedente Parallel è stato la fotografia di un momento storico preciso: l’abbiamo scritto e registrato durante la pandemia, in pieno lockdown. Come molti musicisti ci siamo trovati chiusi in studio a cercare di  tradurre in parole e musica, l’angoscia e la sensazione di claustrofobia che tutti stavamo vivendo. Questo stato d’animo lo ha reso un album più introspettivo e minimale rispetto a quello che vorremmo esprimere esprimere con la nostra musica. Il nuovo album A Sparkle On The Dark Water, in uscita il 22 marzo prossimo, ha avuto una genesi totalmente diversa. In Parallel l’elemento esterno che rappresentava la nostra fuga verso il mondo è stata infatti la collaborazione con Howie B da remoto, che lo ha co-prodotto. In questo nuovo lavoro invece siamo andati direttamente noi a Bath presso lo studio di Bruno Ellingham e abbiamo ultimato le registrazioni. Anche la produzione è stata seguita personalmente e ci ha consentito di esplorare e stratificare meglio le parti musicali aggiungendo anche strumenti come ad es il Jupiter X. I temi trattati nei testi sono più ampi e vari perchè liberi di spaziare nelle direzioni a noi care come quello dell’ambiente e della natura umana.
Bruno ha lavorato con tutti gli artisti che sono da sempre la nostra ispirazione nell’area di Bristol (Portishead, Massive Attack, UNKLE, Goldfrapp, New Order) e ha co-prodotto l’utlimo album, Fuse, degli Everything But The Girl.

D: Avete già qualche data in programma per la sua presentazione?
R: Sì, a breve le annunceremo sulle nostre pagine social Facebook e Instagram. Nel frattempo possiamo anticiparvi però la release date di Milano il 24 marzo all’Arci Bellezza. Seguiranno Torino, Taranto e altre date fino al nuovo tour UK di agosto che ci vedrà nuovamente partecipare al Dr. Sardonicus psych Festival in Galles, il festival della nostra etichetta inglese la Fruits De Mer Records.

D: Facciamo un salto nel passato. Come è avvenuto l’incontro con Howie B? Avevate già conosciuto le sue produzioni?
R: Durante il lockdown era forse più facile arrivare a nomi che normalmente sono difficili da raggiungere, quindi abbiamo osato. Ultimata la pre-produzione dell’album abbiamo contattato i manager di alcuni produttori che artisticamente apprezziamo davvero tanto e, fra gli altri, ci ha risposto Howie B dimostrando grande entusiasmo per i nostri brani che ci ha davvero lusingato.
Conoscevamo non solo le sue produzioni più famose come quelle degli U2 e di Bjork ma anche quelle italiane dei Marlene Kuntz e di Ofeliadorme. Incontrandolo successivamente di persona ne è nato anche un bel  rapporto.

D: Quanto vi ha lasciato come bagaglio di esperienza per realizzare la nuova produzione?
R: Tantissimo, soprattutto ci ha reso più sicuri di noi e delle nostre scelte avendo sempre mostrato molto rispetto per la nostra musica senza mai stravolta aggiungendovi  però la sua vibe. Inoltre ci ha insegnato l’importanza di mettere a fuoco un suono riconoscibile che possa essere omogeneo pur nelle sue sfumature.

D: Infine elencate 5 canzoni che maggiormente vi hanno ispirato e che eventualmente portereste nella famosa isola deserta.
R: E’ una domanda sempre subordinata allo stato d’animo che si vive in un determinato momento della vita. In questo momento la nostra scelta è indirizzata su questi pezzi:

Pinhdar la discografia

In attesa dunque del loro ultimo A Sparkle On The Dark Water, ecco Parallel.

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