L’ultima Volta Che Siamo Stati Bambini: recensione del primo film di Claudio Bisio come regista

Scritto da il 19 Febbraio 2024

Per quanto cruenti i temi trattati, L’ultima Volta Che Siamo Stati Bambini riesce a mantenere un clima spensierato e leggero, proprio perché il tutto viene filtrato attraverso l’innocenza degli occhi di un bimbo.

Estate 1943. Siamo nella Roma fascista occupata dai nazisti. I protagonisti della storia sono quattro bambini: Italo, un balilla figlio di un federale fascista; Cosimo, che vive col nonno e Riccardo, loro amichetto di giochi ebreo. Ai tre si aggiunge Vanda. Una bambina orfana e ospite del vicino orfanotrofio.

I quattro passano le giornate giocando nel cortile tentando di abbattere la contraerea nemica (con delle fionde), o respingendo gli inglesi (un bamboccio di legno).

Una notte e rispettivamente nei loro lettini, Cosimo e Vanda sentono schiamazzi e grida per le strade. Dopo quell’avvenimento, durante uno dei loro incontri nel cortile realizzano che Riccardo non si vede da un po’. Così vanno a chiamarlo direttamente a casa. Arrivati, trovano un foglio con delle istruzioni e la casa vuota. Capiscono che Riccardo è stato preso dai tedeschi e portato in Germania. Decidono allora di partire per la Germania per riportarlo indietro.

Lo stratagemma del viaggio può essere visto anche come metafora di un viaggio interiore che permette ai protagonisti di conoscersi meglio. I tre si mettono a nudo e si raccontano fragilità, paure, sogni e desideri.

L’ultima Volta Che Siamo Stati Bambini, è l’adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Fabio Bartolomei che vede alla regia l’esordio di Claudio Bisio.

Bisio è riuscito a mantenere un clima disteso e leggero per buona parte della durata del film, nonostante la delicatezza del tema trattato (il rastrellamento del ghetto di Roma).

Ho trovato geniale il fatto di non far vedere allo spettatore scene esplicite di violenza e deportazione, ma farle solo intuire. Così facendo la narrazione mantiene quell’aurea di innocenza e permette allo spettatore di empatizzare meglio coi giovani protagonisti.

Bello anche il finale. Tragico e dolceamaro allo stesso tempo.

L’ultima volta che siamo stati bambini al momento è disponibile sulle seguenti piattaforme streaming: Prime Video, Tim Vision e Apple TV.

Guarda il trailer del film

 

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