Cristina Donà e Saverio Lanza: recensione concerto di Roma, Monk, 23 aprile 2024

Scritto da il 26 Aprile 2024

Cristina Donà e Saverio Lanza

Roma, Monk, 23 aprile 2024

live report

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Infreddolita da un inverno arrivato fuori tempo massimo, Roma ci disorienta, ma ci chiama ad un concerto non certo perdibile per questioni meteorologiche o per il disordine del tempo di cui è capitale.

Arriviamo in tanti, arriviamo tutti, infagottati, rapidi e puntuali come un esercito di pace svizzero e ad orientare definitivamente la meraviglia della serata al Monk, ci pensano proprio loro, Cristina Donà e Saverio Lanza, con un proposito che sta già tutto intero nel titolo del nostro incontro e del loro tour: Spiriti Guida.

Non starò qui a rovinare la sorpresa a chi deve ancora accoglierla, non anticiperò titoli, ordini di uscita, citazioni e canzoni altrui, quindi credo possiate serenamente continuare a leggere queste righe senza temerla svelata.

La sola e gigantesca cosa importante a cui intendo mettere parola, è la Bellezza. La bellezza del talento certosino che i due si scambiano con una complicità esemplare, la bellezza della meticolosa dedizione nel cercare la soluzione migliore sempre e la Bellezza del loro stupore nel rendersi puntualmente conto di quanto tutto questo renda omaggio alla musica, alla cultura, allo spettacolo, alla felicità personale e all’entusiasmo collettivo.

Cristina con la sua voce e la sua chitarra, Saverio con tutto quello che di immaginabile e non immaginabile dispone, viaggiano intercettando le canzoni guida nel loro repertorio e poi gli artisti, le artiste e le persone che a loro volta guida per loro sono state.

Il disorientamento frastornante del nostro momento storico, la sassaiola multidirezionale senza una vera indicazione credibile, l’infinita anomalia di informazioni giunte disordinatamente alla nostra percezione e la costante impalpabilità delle visualizzazioni, fanno si che la vera necessità diventi materializzare un visione (non una visualizzazione) e dispensare un vero abbraccio (che prescinda dai like).

Umilmente e responsabilmente riconoscere la meraviglia di sentirsi presi per mano e poi offrire una mano per continuare ad andare, questo fanno, questo abbiamo visto e vissuto, partecipando come fossimo in un teatro in orario teatrale, ma nell’elettricità contagiosa di un live club che improvvisamente salta in piedi dentro una vertigine che danza e ci porta al di là del tempo.

 

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